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Relazioni sane, relazioni malate. Legami Karmici

22.12.2013 09:34

Nessuno di noi sa per certo perché incontri sul proprio cammino determinate persone piuttosto che altre. Fatto sta che le si incontra e, a volte, si tratta di un incontro… fulminante! Come se ci si conoscesse da sempre, come se si fosse cresciuti insieme. Questo accade sia tra persone dello stesso sesso che non, tra amici e amanti, tra fratelli e figli e genitori. In ogni caso, si tratta di relazioni che generano dinamiche importanti nella vita di ciascuno di noi.

Elizabeth Taylor e Riochard Burton, una relazione senza dubbio "karmica"!

Almeno una tra queste, però, genera in noi (e noi in lei) meccanismi strani, che si possono definire “malati”, nel senso che si creano vere e proprie rivalità, lotte di potere. Non vi è mai successo di continuare a pensare o a cercare la compagnia di qualcuno nonostante sappiate perfettamente che vi fa soffrire ciò che fa o che dice?

E’ come se avessimo il bisogno di sentirci offesi, umiliati, maltrattati oppure, semplicemente… di guardarci allo specchio e vedere la parte peggiore di noi, ciò che di noi detestiamo.

Dall’altro lato, si instaurano relazioni che invece durano pacifiche per tutta una vita e non hanno nemmeno bisogno di essere granché coltivate. Ci si può sentire poco e vedere ancora meno, ma il legame è talmente vero e solido che ci fa sentire a casa anche da lontano. Questa è una relazione sana, senza lati oscuri da riversare sull’altro.

Nei rapporti “malati”, invece, si ha l’impressione di essere soffocati dalla mancanza della persona in questione, piuttosto che dalla presenza. Quando non c’è, non si fa viva, non ci chiama, ci evita e si allontana (e lo fa apposta, a volte rendendosene conto, altre per niente!), è come se ci sentissimo un cappio stretto intorno al collo e ci mancasse l’aria. Quando c’è e ci tratta male, ci risponde male, alimenta il nostro lato peggiore, la nostra rabbia, la tristezza, il desiderio di piangere, la rivalsa, allora ci sentiamo vivi e liberi di esprimerci e addirittura euforici.

Si può trattare di “semplici” nodi da sciogliere nel nostro vissuto, di comportamenti cronici da cui ci siamo lasciati permeare crescendo ma c’è qualcuno che li definisce rapporti karmici. Come se qualcosa tra i due, in quella relazione, dovesse essere sistemato una volta e per tutte. E se questo non accade, c’è una costante ricerca dell’altro, in modo non sano e per più di una vita, questo sostengono molte teorie e molti studi sull’umana natura non solo dal punto di vista esoterico ma anche psicoterapeutico, attarverso l’ipnosi regressiva effettuata da professionisti psicologi e psicoterapeuti. Non è questa la sede per fornire spiegazioni dettagliate. Piuttosto ci piace fornire spunti di discussione, di approfondimento. Provate a pensare a quante volte qualcuno vi ha fatto soffrire e, nonostante tutto, avete avuto molta difficoltà (se non la totale impossibilità) ad allonanarvene!

 

Perché?

Il fatto è che nel momento in cui ci rendiamo conto che potrebbe trattarsi di un incontro “karmico”, allora già abbiamo già percorso un bel pezzo di strada verso lo scioglimento del nodo o delle catene, se preferite… Il difficile è capire che quel rapporto va “risolto”, è necessario affrancarsi per proseguire… E sembra impossibile riuscire a farlo. In realtà, con la consapevolezza e un lavoro costante su noi stessi, è davvero possibile. Quale lavoro? Osservare, noi e gli altri. Prima di ogni cosa. E poi tante tecniche o discipline, olistiche o “terapeutiche standard”. Dallo Yoga, all’ipnosi, appunto, abbiamo a disposizione un ampio ventaglio di possibilità. Volendo…

 

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